Cominciamo con il dire che ogni cane, a seconda della sua razza, taglia e stile di vita, invecchia a differenti
età. In
generale si nota che la vecchiaia inizia intorno ai 6 anni per i cani di taglia grande e intorno ai 9 anni per le
piccole
taglie, sarà poi l’osservazione attenta del padrone a notare quando il cane inizierà realmente ad invecchiare,
riscontrando che il cane è meno attivo, più sonnolento e più lento nel rispondere ai comandi o agli inviti al
gioco.
La necessità di un cambiamento nell’alimentazione nei cani anziani è motivata principalmente da 3 fattori: si
modifica il fabbisogno di nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) che il cane deve assumere , diminuisce il
fabbisogno
energetico del cane e si altera il funzionamento di alcuni organi tra cui i reni, il cuore e tra tutti l’apparato
digerente.
Non bisogna poi dimenticare che l’alimentazione è, in generale, un ottima medicina per curare e prevenire una serie di
disturbi e patologie che si riscontrano più comunemente nella terza età.
Vediamo di seguito quali sono questi cambiamenti così da poter capire in che modo è opportuno modificare la
dieta del vostro cane anziano.
Come accennato, il sistema digestivo risente dell’invecchiamento rallentando la sua efficienza, se prima il vostro
cane poteva mangiare un ricco pasto mattutino e dopo 2 ore trascinarvi correndo al parco, adesso impiegherà più
tempo nella digestione; è perciò opportuno dividere la quantità di cibo giornaliero su più pasti e aumentare
l’apporto di
fibre, fornendo tra i pasti frutta fresca.
L’obesità è un altro inconveniente della vecchiaia e si riscontra maggiormente proprio in questo momento per 2
motivi, il metabolismo rallenta e il fabbisogno energetico del cane diminuisce come conseguenza di una minore attività
fisica, perciò a parità di cibo fornito il cane ingrasserà di più. Per prevenire l’insorgere dell’obesità,
particolarmente
fastidiosa in vecchiaia perché sovraccarica un apparato scheletrico e muscolare debole, si consiglia di diminuire la
quantità di cibo e di fornirne uno con meno grassi.
In alcuni cani, l'invecchiamento provoca una diminuzione delle capacità filtranti dei reni. Per evitare che i
reni si
affatichino troppo, è bene diminuire la quantità di proteine, fosforo e sodio presenti nel pasto.
Le articolazioni del cane sono ricoperte da un tessuto cartilagineo che ha la funzione di facilitare i movimenti
riducendo l’attrito; con il tempo questo tessuto perde elasticità e si deteriora, ne consegue una riduzione della
mobilità
articolare unita a processi infiammatori anche dolorosi. Affinchè l’organismo possa ricostituire le parti della
cartilagine
danneggiate, è necessario arricchire la dieta con integratori che contengano sostanze chiamate glicosaminglicani, li
troverete facilmente in commercio con l’aiuto del vostro veterinario.
Il regime alimentare deve inoltre tenere conto di un altro cambiamento: una maggiore debolezza gengivale e
dentaria. Come conseguenza di questo indebolimento si ha un accumulo eccessivo di tartaro che può determinare
forme infiammatorie con perdita o indebolimento dei denti. Per aiutare il vostro cane anziano il cibo deve essere
somministrato in forma più masticabile, preferite perciò il riso alla pasta, tanto per fare un esempio e in generale
rendete il pasto più morbido e composto da pezzi più piccoli. Se è abituato alle crocchette, preferite quelle più
morbide
o ammorbiditele aggiungendo acqua.
In ultimo, il senso del gusto e dell'odorato sembrano indebolirsi in vecchiaia, ne può conseguire una perdita di
interesse nell’alimentazione, anche in cani che da giovani erano particolarmente attratti dal cibo. Provate a
modificare
il pasto preferendo, tra gli alimenti in commercio, quelli che contengono i suoi ingredienti preferiti o se il
vostro cane è
abituato ad una alimentazione casalinga,
proponendogli cibi di cui è particolarmente ghiotto, potete anche scaldarli leggermente così che gli odori del cibo
saranno resi più intensi.
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